Le torri di Calvisano

Prima dell’anno Mille sul territorio di Calvisano esistevano tre insediamenti importanti: uno intorno alla chiesa di S. Zenone, legata alla pieve di Visano, un secondo intorno alla chiesa di S. Felice vescovo di Brescia, anch’esso dipendente dalla pieve di Visano, e un terzo borgo intorno alla chiesa di S. Michele, di origine longobarda.

Dopo la fine del regno dei Franchi, per difendersi dalle continue invasioni degli Ungari, la popolazione costruì un primo nucleo abitativo, Castelvecchio (X secolo), che nel corso dei secoli andò sempre più aumentando. Negli ultimi decenni del ‘300, furono fatte nuove lottizzazioni, racchiuse da mura in cotto, bagnate dalle acque del Saugo, con due poderose porte, sormontate ciascuna da una torretta d’avvistamento bassa e tarchiata. Sulla porta meridionale fu innalzata nel Settecento l’attuale torre civica, che domina l’ingresso del centro storico, che con le sue vecchie case, i portici, le viuzze e le piazzette, presenta un aspetto molto particolare e suggestivo.

Nel 1719, l’architetto Antonio Turbini fu incaricato dal Comune di trovare una sistemazione per la nuova campana civica. Il 19 maggio procedette ad un sopralluogo della torre parrocchiale attigua alla chiesa di S. Silvestro.

Avendola trovata inadatta e decadente, propose nella sua perizia scritta il trasferimento della campana sulla torre della porta meridionale, dopo un opportuno innalzamento di almeno quattro piloni. Una parte del progetto venne realizzata probabilmente entro il 1737 quando venne riparato l’orologio pubblico che doveva già esservi alloggiato.

 

 

La torre civica, probabilmente disegnata da Giuseppe Paolo Soratini e certamente completata da Domenico Prandini nella lanterna e nel cappuccio apicale (1785), è stata innalzata quantomeno nel 1753-54, al tempo della demolizione della vecchia parrocchiale.

L’idea di impiegare per l’alloggiamento delle campane una torre della cerchia muraria non era originale, trovandosi realizzata anche in altri paesi. Singolare invece è l’innalzamento sul portone di un vero e proprio campanile di ottimo disegno, suddiviso in tre registri – di cui il primo destinato ad ospitare una meridiana, il secondo destinato all’orologio, il terzo alla cella campanaria – e concluso da un’edicola ottagonale sormontata da una cuspide bombata.

Di grande interesse sono i tre affreschi presenti sopra la porta, sul prospetto meridionale della torretta primitiva che costituisce il basamento della torre campanaria: nel riquadro centrale è rappresentato il leone alato di S. Marco Evangelista, che allude alla dominazione veneta (1426-1797), affiancato dall’immagine dei patroni del paese, San Silvestro papa a sinistra, e la Beata Cristina Semenzi di Calvisano a destra. La torre civica e la campana maggiore sono di proprietà del Comune, che le concede in libero uso alla Chiesa parrocchiale da tempo immemorabile.

 

Attualmente il Comune deve provvedere alle spese per la manutenzione della torre civica.

Negli anni 2005-2006 la torre è stata completamente restaurata e sottratta al completo degrado sotto la direzione e conforme ai progetti degli architetti Valentino Volta e Luigi Fasser e dell’ing. Ezio Giuriani.

Da: http://www.corocalvisano.it/

Ti è piaciuto questo articolo?
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.