Chiesa di San Silvestro e San Michele

Chiesa Parrocchiale di Calvisano, che ospita tele e affreschi di autori importanti quali: “Sposalizio de Santa Caterina” del Romanino, “San Bartolomeo e San Paolo” del Moretto, “Battesimo di Costantino” e “Deposizione dalla Croce” di Carlo Innocenzo Carloni. Statue bianche ornano la facciata e gli interni.

Chiesa di Santa Maria della Rosa, annessa al monastero domenicano risalente al XV secolo, fu consacrata l’8 ottobre 1498. All’interno sono presenti affreschi del XVI secolo. Di rilievo l’Annunciazione del 1501 e le “tele ovali dei Misteri del Rosario”. Sempre nel Chiostro domenicano è collocata la “Sala delle Tele” che fa da cornice aa una raccolta di quadri preziosi e di notevoli dimensioni. All’interno del complesso si trova anche la “Sala del Capitolo” tappezzata da affreschi notevoli.

 

La pala del Moretto

Questa bellissima tela è opera della maturità artistica del Moretto, uno dei grandi pittori del Rinascimento Lombardo, che vive tra il 1400 e il 1500, a cavallo della Riforma e Controriforma. E’ un pittore religioso, non tanto perché tratta dei temi religiosi, ma perché la sua arte rispecchia la sua vita di cristiano autentico, coerente con la parola evangelica.

Tutta la Pala si regge su un’equilibratissima struttura geometrica di colori, spazi, volumi composti secondo lo schema piramide. La luce proviene da destra e investe la predella composta da tre gradini su cui poggia lo scranno di San Bartolomeo. Simmetricamente poggiano il piede sul primo gradino San Zenone e San Girolamo di cui si evidenzia la massa corporea abbastanza solida e ben definita.

Dipinto del Moretto nella Chiesa di San Silvestro e San Michele a Calvisano

 

Il bellissimo cielo nuvoloso lega la parte inferiore del dipinto con quella superiore. La Madonna, contornata da nubi intensamente sfumate, spicaa su uno sfondo caldo e teneramente abbraccia il bambino che ricambia con affettuosa carezza.

  1. San Zenone Ottavo vescovo di Verona (IV secolo), morto nel 380. Iconografia: abiti episcopali (spesso in cattedra); dal tardo Medioevo: appesi al pastorale la lenza ed il pesce;
  2. San Bartolomeo: uno dei dodici apostoli da identificarsi con Natanaele (Vangelo Giovanni); iconografia: con in mano il coltello (decoriazione), con in mano la sua pelle (spellamento);
  3. San Girolamo: 347-420; iconografia: vestito con pelle di animale + sasso + libro (Bibbia); all’interno di uno studio in atteggiamento pensoso mentre traduce o compone.

Le tre figure dei santi esprimono grande dignità e compostezza. Sono rivestiti in modo appropriato e due con magnificenza. L’atteggiamento produce un effetto contemplativo. Moretto ha creato uno splendido oggetto di culto riversando sulla tela tutta la sua perizia di artista ma soprattutto la sua profonda religiosità di uomo della Riforma Cattolica. La rosellina, i libri, il sasso ecc. possono essere considerati esempi di natura morta ma ancora intesa come offerta alla divinità. Acquisteranno autonomia artistica propria con Caravaggio.

 

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